L’obiettivo primario che ci siamo posti è stato quello di progettare un’architettura che facesse parte del luogo, un’architettura di pieni (il costruito) e di vuoti (spazi aperti) che diviene un nuovo “fatto urbano”. Per fatto urbano intendiamo un luogo che ripropone le regole della città (intesa come aggregato di edifici e persone), con i suoi punti di centralità: la piazza con l’edificio comunale, la chiesa ed il sagrato…., sono luoghi in cui una comunità si riconosce e in essi trova uno spazio di riunione. Il progetto parte dall’obiettivo di creare un ambito organicamente e funzionalmente costituito; tutte le zone interessate sono disposte attorno ad uno spazio centrale aperto. La trattazione del centro urbano ha previsto l’individuazione di quattro zone di interesse: 1)la piazza principale, 2)il belvedere, 3)l’area bimbi e 4)il bar. Tali aree sono state definite attraverso le suggestioni offerte dal luogo.

La piazza principale ha offerto la possibilità di valorizzare i suoi dislivelli naturali attraverso la differenziazione della tipologia di pavimentazione e all’introduzione di un nuovo sistema di arredo urbano, in modo tale da rendere lo spazio un’area di ritrovo e socialità, volto del comune di Verrayes.

L’area definita ‘belvedere’ è la zona destinata all’uscita dal parcheggio interrato richiesto nel progetto. Questa zona rappresenta, per i turisti e per i locali, il primo approccio con il paese ed è caratterizzata dal naturale scorcio visivo che la posizione di Verrayes offre sui monti del versante Ovest della regione. Per sottolineare e valorizzare quest’area è stato definito un sistema di pannelli lignei montati su un supporto metallico, orientati verso le vette e sui quali viene tracciato il profilo visivo dei monti, in maniera tale da permettere a chi arriva a Verrayes di godere consapevolmente dello stupendo panorama che viene offerto, attraverso la lettura di informazioni generali relative ai monti. Questo sistema prevede la collocazione dell’illuminazione tra il supporto metallico e la pennellatura lignea in modo tale da poter dar vita alla silhouette delle alpi anche di notte, caratterizzando in maniera inconfondibile l’accesso al parcheggio. L’adiacenza del parcheggio pubblico facilita l’accessibilità, soprattutto nelle svariate occasioni di eventi che coinvolgono la popolazione.

Sono state inoltre individuate due aree dedicate ai bambini. Ai lati della chiesa sono stati pensati spazi allestiti con aree attrezzate. Viene in questo caso proposta un allestimento per i bambini che ripropone la sagoma del campanile sotto forma di mini parete attrezzata per la scalata, in modo tale che anche i bambini possano riconoscere, attraverso un linguaggio che gli appartiene (cioè quello del gioco), i simboli del paese.

La trattazione dell’ultima area menzionata, cioè quella del bar, prevede, attraverso l’estensione della tipologia di pavimentazione della piazza, la volontà di includere nella riqualificazione della realtà urbana del paese, una attività di aggregazione sociale già presente sul territorio.

Per la tipologia della pietra di finitura delle pavimentazioni si è considerata l’opportunità di utilizzare un pietra del luogo o comunque della regione; questo per motivi economici (risparmio sui costi di trasporto), tecnici (buona conoscenza da parte di maestranze locali), ma anche e soprattutto per legare maggiormente l’architettura alla memoria e all’identità del luogo. Una prima ricerca in questo senso ha portato ad un possibile utilizzo della pietra tipo Verde Alpi, ma comunque tale scelta meriterebbe ulteriori e approfondite meditazioni. E’ indubbio che l’uso della pietra è piuttosto oneroso rispetto ad altri materiali; diciamo che il rivestimento lapideo costituisce, in questo progetto, la soluzione ottimale: durabilità e solidità degli edifici, sensazione di un’architettura che si protrae nel tempo, qualità formale che è al medesimo tempo qualificante del luogo. In generale comunque abbiamo scelto materiali che garantissero una buona resistenza e durabilità, ed anche una minima esigenza di manutenzione nel corso del tempo.

Progettazione

  • Valdemaro Nigra, Capogruppo
  • Ing. Massimo Pugno, Progettista
  • Ing. Giorgio Giovanni Angotti, Progettista
  • Arch. Marianna Nigra, Progettista
  • Arch. Stefano Zara, Progettista

Le Macchine Visive

Progetto partecipante del concorso: Nuove biglietterie e imbarcaderi del trasporto pubblico lagunare di Venezia

Progetto nono classificato

Le linee guida dei progetti inerenti ad agenzie, biglietterie e imbarcaderi stabiliscono criteri progettuali fondamentali quali l’unitarietà e la semplicità formale degli elementi, il rispetto e il dialogo col contesto e la creazione di relazioni visive significative della città.

I progetti infatti, in particolar modo per quel che riguarda le agenzie, si prefiggono lo scopo di essere delle macchine visive che permettono, attraverso dei dispositivi di apertura, di sottolineare scorci visivi di Venezia e rimanere di minimo impatto nel contesto, nel quale si inseriscono in maniera equilibrata ed elegante.

Ogni agenzia è progettata in maniera da creare un dispositivo di apertura che permette l’inquadratura di determinate immagini di Venezia, indirizzando lo sguardo degli utenti verso la città esterna.

I concetti che definiscono il progetto nascono dalle suggestioni di una Venezia nascosta e intima, fatta di atmosfere raffinate, giochi di luci e trasparenze e dalla relazione della città con la laguna e il suo carattere. Gli elementi studiati, imbarcaderi, agenzie e biglietterie vogliono richiamare nella scelta del loro materiale di rivestimento un ambito lagunare di relazione con l’acqua,il corten viene scelto, infatti, come elemento di relazione con la vita del mondo nautico, fatto di acqua, di imbarcazioni usurate e di ruggine. Riportare l’idea nelle strutture progettate vuole rappresentare simbolicamente la restituzione alla città di elementi ripescati dalla laguna. Per quel che riguarda l’interno delle agenzie è stato studiato un sistema di arredi che caratterizza l’aspetto funzionale e dinamico degli spazi. Sedute multifunzionali in gufram servono infatti a smistare i flussi, delimitare gli spazi e offrire informazione attraverso l’integrazione di schermi LCD, che offrono inoltre la comunicazione vocale per gli ipovedenti.

Ogni progetto presenta inoltre delle specifiche che lo caratterizzano:

PIAZZALE ROMA: il progetto per l’agenzia di piazzale Roma prevede la ridefinizione dell’intorno tramite l’integrazione di una scala che porta dagli imbarcaderi al parcheggio con il nuovo volume dell’agenzia che sostituisce la struttura preesistente.

L’interno prevede una differenziazione delle aree di vendita in relazione alla tipologia di biglietto da acquistare, sono infatti organizzati spazi di vendita veloce e aree di attesa e consultazione per utenti che necessitano soffermarsi più a lungo.

STAZIONE: la scelta dell’ubicazione dell’agenzia presso la ferrovia, apporta un nuovo equilibrio visivo al piazzale, collocandosi inoltre sulla direzionale principale dei flussi di persone in arrivo dalla stazione ferroviaria e diretto verso il centro della città.

La scelta di posizionare l’oggetto sul lato sinistro,infatti, guardando il canale, è motivata della volontà di mantenere libero il prospetto principale dell’edificio della stazione, mantenendolo visibile anche dalla riva opposta.

Dall’ingresso e attraverso il dispositivo visuale si inquadra la chiesa di (S.Lucia ), collocata sulla riva di fronte.

L’area di vendita prevede la suddivisione in diverse zone a seconda della tipologia di biglietto da acquistare.

S.ZACCARIA: al fine di ottimizzare lo sfruttamento degli spazi della Riva si scelto di collocare l’agenzia al termine di un pontile studiato ad hoc , in maniera da permettere inoltre di inquadrare, attraverso il dispositivo visuale, il campanile di S.Marco. Il dispositivo diventa come un elemento integrato nella struttura.

La struttura dell’agenzia presenta una pianta centrale, leggibile a 360 gradi in maniera da sottolineare il carattere della centralità dell’agenzia nella città.

La distribuzione stessa, mantenendo la differenziazione per tipologia di vendita, è più libera nello spazio, offrendo la possibilità agli utenti di usufruire di più ambiti visivi.

LIDO: il progetto dell’agenzia prevede la ridefinizione del bordo della riva attraverso l’inserimento del nuovo edificio e di un pontile funzionale per il passaggio, non solo dei battelli, ma anche della motonave.

Formalmente si poò leggere nelle due volumetrie principali la volontà di ripescare dall’acqua i due elementi, per restituirli alla riva.

In questo caso l’agenzia è caratterizzata dall’assenza del dispositivo visivo, permettendo la visione totale sullo scorcio della città in lontananza, tramite la terrazza panoramica.

Nei due volumi si smistano e si differenziano all’interno le aree di vendita a seconda della tipologia. Mantenendo le stesse linee guida sopraelencate i progetti per le biglietterie tipo e gli imbarcaderi tipo prevedono:

BIGLIETTERIE: il progetto delle biglietterie tipo sono formalmente studiate con la massima semplicità formale, dove il concetto di dispositivo ottico è orientato verso l’utente.

Il posizionamento delle biglietterie è da considerarsi preferibilmente parallelo alle rive in maniera tale da ottimizzare gli spazi, facendo in modo quindi che le eventuali code si creino in parallelo alla riva e non perpendicolari così da non creare intralcio al flusso dei passanti.

All’interno sono previste, oltre alla postazione dell’operatore con tutti i servizi necessari necessari, anche accorgimenti tecnici quali la tenuta stagna, il posizionamento di impianto di climatizzazione a scomparsa, schermi LCD, impianto antincendio e predisposizione alla rete elettrica e dati.

Sono stati pensati anche eventuali percorsi tattili per ipovedenti.

Il modulo biglietteria è pensato singolo e doppio, ma la sua purezza formale permette la facile associazione di più elementi in base alla necessità.

IMBARCADERO: l’imbarcadero tipo è studiato in modo da inserirsi in maniera elegante e rispettosa nel contesto urbano di Venezia e allo stesso tempo, attraverso una analisi funzionale di proporre nuove gestioni degli spazi per ottimizzare l’uso sia per gli operatori sia per gli utenti.

La forma è pensata in modo tale da alleggerirne i prospetti attraverso la smaterializzazione dell’angolo studiata sulla simmetria dell’associazione modulare di più elementi.

Molta importanza è stata data allo studio della gestione dei flussi. L’inserimento di una saletta di attesa interna ha permesso la suddivisione dei percorsi e delle vie d’uscita, d’ingresso e corsia preferenziale per abbonati. La separazione mantiene comunque una continuità visiva in maniera tale che ogni utente,a prescindere dalla tipologia di percorso, percepisca l’unitarietà dello spazio.

La forte trasparenza visiva infatti caratterizza tutta la struttura, in modo che sia privilegiata la vista sulla città. La saletta d’attesa infatti è caratterizzata da forte trasparenza facendo in modo, attraverso lo studio elle relazioni visive, che sia sempre Venezia l’elemento fondamentale del progetto costituente il progetto.

La gestione degli spazi vede la possibilità di avere uno spazio di attesa con un numero ottimale di sedute e una chiarezza di percosi che rende chiaro l’uso dell’oggetto.

I materiali utilizzati nella sala e richiamano i pontili fatti in doghe in legno di diverse tipologie, piu chiaro in dettaglio all’interno della saletta, montate con un sistema costruttivo di classe …grazie all’inserimento di lamiera isolante.

Particolare attenzione e stata inoltre data ad alcuni dettagli tecnici, quali la volontà di estendere la copertura su tutto il filo dell’oggetto, in maniera tale da rendere più funzionale l’utilizzo anche nelle giornate di pioggia in particolar modo nelle aree di passaggio e connessione tra l’imbarcadero e il battello.

Un parapetto scorrevole è stato disegnato per la zona di accesso diretto al battello, in modo tale da permettere all’operatore a bordo di regolare lo smistamento del flusso la sicurezza dell’operazione di salita e discesa.

Anche l’elemento delle bitte è stato ripensato, attraverso un restyling della forma, in maniera tale da renderle uniformi allo stile dell’unitarietà dell’imbarcadero, attraverso inoltre l’inserimento di un sistema di illuminazione laterale.

Progettazione

  • Chambre 201, Capogruppo
  • Gianpaolo Ghignone, Progettista
  • Valeriano Foti, Progettista
  • Emanuele Franco, Progettista
  • Massimiliano Carnazzo, Progettista
  • Elisabetta Foco, Progettista
  • Alberto La Porta, Progettista
  • Caterina Mauro, Progettista
  • Marianna Nigra, Progettista

Collaborazioni

  • Massimiliano Carnazzo, Elisabetta Foco, Valeriano Foti, Emanuele Franco, Gianpaolo Ghignone, Alberto La Porta, Caterina Mauro, Marianna Nigra, Gruppo di progettazione


Cutting Edge Bombay: Biennale di Venezia

Il premio speciale per le scuole di architettura (Città. Architettura e società) alla Facolta I del Politecnico di Torino.

L’8 novembre 2006 un gruppo di studenti della I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino è stato

premiato con il Premio Speciale della Giuria alla 10. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, con il progetto Cutting Edge Bombay, nell’ambito del workshop internazionale “Learning from cities“.

La proposta, che esplora una possibile via per lo sviluppo della città indiana, ha prevalso sui lavori di prestigiose università la cui la Harvard GSD, l’Architectural Association di Londra, il SCI-Arc, il MIT, il Berlage Institut di Rotterdam.
Il gruppo ha avuto come tutor Michele Bonino e Subhash Mukerjee di MARC, studio di architettura membro di Turn, ed ha lavorato sotto il coordinamento di Pierre-Alain Croset. Tra i membri del team anche le turners Rachele Michinelli e Federica Patti.

Motivazioni della Giuria (estratto):
“Il Premio speciale per le Scuole di architettura viene conferito alla I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino per un progetto su Bombay. Il nostro plauso va alla preparazione scientifica e all’immaginazione di questo gruppo di studenti, nonché all’impegno collettivo della progettazione di nuove case per famiglie indigenti”.
Jury’s response (excerpt):
“The Special Award for schools of architecture is given to the I Facoltà di Architettura Politecnico di Torino, for a project on Mumbai. We applaud the scholarly erudition and visual imagination of this collaborative effort of a student group in designing new housing for poor families”.

Recensione del progetto su TURN

Articolo estratto dalla Repubblica

repubblica parla di noi
Bombay regala un premio alla facolrà di architettura – Articolo Repubblica

Il panorama architettonico contemporaneo è dominato dall’importanza dell’immagine e dalla cultura dell’apparenza.


BIG IDEAS NEEDS BIG SPACES. Dopo lo strepitoso successo degli scorsi anni, ritorna Diesel Wall 2008, un concorso di grafica dedicato a creativi, grafici, designer, architetti e a tutti quelli che vogliono cercar di rendere speciale e migliore una città semplicemente personalizzando una porzione di Muro. Rimangono ancora le città di New York e Barcellona, e noi siamo già al lavoro per stupire tutti con la nostra proposta. Ora non ci rimane che continuare a lavorare ed attendere la deadline del concorso. A presto!

Il Sorprendente retroscena
…l’inaspettato volto dell’odierna architettura dell’apparenza…

A cura di Thierry Duclos e Marianna Nigra

Il panorama architettonico contemporaneo è dominato dall’importanza dell’immagine e dalla cultura dell’apparenza.

Editoria, accademia e promotori immobiliari sembrano complici, più o meno consapevoli e volontari, nella costruzione di un paradigma critico dell’architettura basato sull’apparire piuttosto che sull’essere.
Con ciò si vuole dire che l’informazione sulla quale si impostano i termini del dibattito disciplinare, almeno al livello più alto, é fortemente caratterizzata dai simulacri programmatico-compositivi a dispetto degli aspetti costruttivi, materiali, strutturali, realizzativi, esecutivi e, in ultima analisi, genuinamente spaziali.
Tale tendenza può anche essere legata alla mercificazione progressiva dell’architettura, ma, di fatto, questo diluisce l’interesse culturale per i legami interni al progetto, di matrice sociale quanto tecnologica, che dovrebbero essere quelli sui quali si gioca il valore dell’architettura e il ruolo dell’architetto.

Il risultato?

Il panorama architettonico risulta dominato da archi-star, che dettano le regole della cultura architettonica, creando mirabili “contenitori”, noncuranti della complessità sostanziale del fare architettura.

Nella conferenza verrà presentata una lettura comparativa tra due celebri edifici iconici: il Gateshead Music Center di Sir Norman Foster e il Palau des Arts di Valencia di Santiago Calatrava, portando alla luce l’inaspettato, in alcuni casi sconcertante, volto della realtà che si nasconde dietro all’odierna architettura dell’apparenza.